29.12.2008

l'Italie dénonce l'Allemagne: 2008: les enfants de Himmler

Ci dessous vous trouverez un article d'un journal italien qui dénonce le jugendamt, en rappelant son origine ( Himmler) et son rôle aujourd'hui d'être le rapteur ou le complice du parent rapteur.

La donna separata rischia cinque anni

Porta a Milano i figli: la Germania
vuole l'arresto della madre

Lo Jugendamt, istituito da Himmler, aveva negato il trasferimento. I bimbi considerati latitanti

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Marinella Colombo
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BERLINOOggi, la vita di Marinella Colombo potrebbe crollare. Rischia cinque anni di prigione: perché si è trasferita a Milano. Soprattutto, rischia che i suoi due figli, di sei e dieci anni, al momento «latitanti», vengano presi, «portati in un istituto in Germania e poi affidati a una famiglia tedesca — dice —. Con la prospettiva di non vederli più». Una madre contro lo Jugendamt, l'Ufficio per i minori tedesco che ha poteri di influenza sulle vite dei bambini e delle famiglie che non hanno uguali in nessun altro Paese d'Europa. È la battaglia di una donna per salvarsi, con i suoi figli, da un potere molto spesso positivo, altre volte intrusivo fino alla disperazione. Lo Jugendamt ha il compito di verificare il benessere dei minorenni e in genere svolge un'opera importante nei casi di violenza, abusi, malnutrizione. Altre volte, però, la sua attività è più che controversa: la tendenza a impedire che bambini nati in Germania da un genitore tedesco e uno straniero lascino il Paese è stata denunciata in centinaia di petizioni al Parlamento europeo, al Consiglio d'Europa e alle Nazioni Unite. Questo è il primo caso che coinvolge una cittadina italiana, ma le vicende simili sono molte: nelle scorse settimane, per dire, una madre polacca, Beata Pokrzeptovicz, ha scosso la Germania e soprattutto la Polonia quando ha «rapito », a Düsseldorf, il figlio di nove anni, disperata perché lo Jugendamt le impediva di vederlo. Marinella Colombo e Jörg Tobias Ritter si separano alla fine del 2006. I figli, Leonardo e Nicolò, sono in affido congiunto con residenza principale presso la madre, a Taufkirchen, nei pressi di Monaco di Baviera. A inizio 2008, alla signora Colombo viene offerto «un ottimo» lavoro a Milano. Iniziano così le procedure legali per avere il permesso di trasferirsi con i bambini in Italia. Nella dichiarazione che scrive al tribunale tedesco, si impegna a portare i figli una volta al mese a Monaco dal padre e a permettergli di visitarli a Milano. Nel frattempo, il tribunale aveva nominato due curatori dei figli, funzionari legati allo Jugendamt, di fatto terzi genitori con il compito di garantire il bene dei bambini. «Da quel momento, si ingeriscono nella loro vita — racconta la madre —. Li interrogano a lungo chiusi in una stanza, da soli, uno per volta. Quando sono con il padre impediscono loro di telefonarmi. Disperati, ovviamente, pianti convulsi: dopo due anni così, hanno terrore di tutto ciò che è tedesco, loro che sono perfettamente bilingui».

Lo scorso giugno, la richiesta di trasferimento viene respinta. Il 24 agosto, la polizia di Monaco emette un mandato di arresto europeo per la signora Colombo per sottrazione di minori. I quali, in realtà, in quel momento sono in vacanza con il padre. Lei, ignara, si presenta all'udienza di ricorso per il trasferimento, il 2 settembre. Ma non viene arrestata. Il tribunale si limita a respingere il ricorso. «A un certo punto ho capito, definitivamente, che stavano costruendo un caso — dice —. Che avrebbero cercato di non fare uscire i bambini dalla Germania, in nessun modo, e poi di togliermi l'affido». Il 14 settembre, dunque, prende Leonardo e Nicolò e guida da Monaco a Milano. Il 24 settembre parte un altro mandato di arresto e il 27 ottobre Marinella Colombo si costituisce, a Milano, rilasciata poi con l'obbligo di firma settimanale. Intanto, i figli hanno iniziato la scuola. Il 2 dicembre, però, il tribunale dei minori di Milano decide positivamente su una richiesta dello Jugendamt per il rimpatrio dei bambini (che hanno anche passaporto italiano) e ne ordina l'esecuzione immediata. «Una delusione enorme », dice la madre, che a quel punto li nasconde: latitanti. Oggi, la quinta sezione penale del tribunale della metropoli lombarda dovrà decidere se estradare la signora Colombo, come chiesto dalle autorità tedesche: la pena, in Germania, può arrivare a cinque anni di carcere. Nella vicenda, il ruolo dello Jugendamt è fondamentale. L'Ufficio — istituito con lo stesso nome nel 1939 sotto la supervisione di Heinrich Himmler e poi riformato negli Anni Settanta — ha sedi in tutto il Paese, è praticamente un potere autonomo, con scarsi controlli e forti legami con la politica locale. Soprattutto — unico in Europa — è allo stesso tempo assistente sociale e magistrato, nel senso che prende decisioni amministrative su questioni essenziali per le famiglie. Il prossimo febbraio, il Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite, discuterà di questa istituzione. Molte sono le denunce presentate al Parlamento europeo. La Dichiarazione di Bemberg sullo Jugendamt, stilata dalle Organizzazioni non governative presso il Consiglio d'Europa nell'ottobre 2007, dice tra le altre cose che «è quasi impossibile chiamare a rispondere i dipendenti di questo ufficio né per la legge civile né per la legge penale». Nella vicenda Colombo-Ritter, è come minimo stato decisivo — in quanto terzo genitore — nelle sentenze dei tribunali tedeschi e ha probabilmente fatto precipitare nel dramma un conflitto tra genitori. Per questo articolo, la signora Oddoy del Kreisjugendamt di Monaco ha detto di non potere commentare il caso Colombo- Ritter, in quanto non pubblico. Lo stesso ha detto Ingrid Kaps, portavoce del tribunale di Monaco.

Danilo Taino
22 dicembre 2008

 

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23.12.2008

QUESTION ÉCRITE posée par Konrad Szymański (UEN) à la Commission

Questions parlementaires
5 novembre 2008
E-5951/08
QUESTION ÉCRITE posée par Konrad Szymański (UEN) à la Commission


 Objet: Discrimination pratiquée à l'égard des polonophones par l'administration et les tribunaux allemands (no 3)
 Réponse(s) 

Les services allemands d'aide sociale à l'enfance (Jugendamt) continuent d'empêcher les personnes divorcées d'une autre nationalité de rendre visite à leurs enfants. Cela concerne non seulement des Polonais, mais également des Français.

Cette réglementation entraîne une discrimination évidente des parents qui ne sont pas d'origine allemande.

Le 15 septembre 2008, Jacques Barrot, commissaire en charge de la justice, de la liberté et de la sécurité, a déclaré dans les colonnes du quotidien polonais Rzeczpospolita: «Nous avons un texte, le règlement Bruxelles II bis, qui dispose que la garde des enfants devrait être accordée aux parents en tenant compte de l'intérêt de l'enfant. Je sais que, parfois, les tribunaux allemands ne respectent pas ce principe et ne s'adaptent pas aux dispositions du règlement communautaire».

En outre, le commissaire Jacques Barrot a déclaré qu'il avait l'intention de rencontrer la ministre allemande des affaires intérieures afin d'aborder cette question et d'obtenir des éclaircissements sur les activités des services allemands d'aide sociale à l'enfance.

Par conséquent, la Commission pourrait‑elle indiquer:

si la rencontre avec la ministre allemande des affaires intérieures au cours de laquelle la question des activités des services allemands d'aide sociale à l'enfance devait être évoquée a effectivement eu lieu?
si la question de la discrimination pratiquée, entre autres, à l'égard de parents polonais divorcés dans le cadre de leurs démarches pour rendre visite à leurs enfants nés de leur union avec un conjoint allemand a été abordée?
quels éclaircissements ont été donnés en ce qui concerne la violation du règlement Bruxelles II bis par l'Allemagne?

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2008-5951+0+DOC+XML+V0//FR

DE:

Parlamentarische Anfragen

5. November 2008
E-5951/08
SCHRIFTLICHE ANFRAGE von Konrad Szymański (UEN) an die Kommission


 Betrifft: Diskriminierung polnischsprachiger Bürger durch deutsche Ämter und Gerichte (Nr. 3)
 Antwort(en) 

Die deutschen Jugendämter verweigern geschiedenen Bürgern fremder Herkunft nach wie vor den Umgang mit ihren Kindern. Davon sind nicht nur polnische, sondern auch französische Bürger betroffen.

Diese Vorgehensweise ist eine offenkundige Diskriminierung von Eltern nichtdeutscher Herkunft.

Jacques Barrot, Kommissar für Justiz und innere Angelegenheiten, hat sich in der polnischen Tageszeitung „Rzeczpospolita“ vom 15. September wie folgt geäußert: „Entsprechend der Brüssel II a-Verordnung sollte das Sorgerecht für die Kinder den Eltern unter Berücksichtigung des Wohles des Kindes übertragen werden. Ich weiß, dass die deutschen Gerichte diesen Grundsatz nicht immer befolgen und die Bestimmungen dieser EU-Verordnung mitunter nicht einhalten.

Wie Kommissar J. Barrot ferner erklärte, werde er mit dem deutschen Innenminister zusammentreffen, um über die Verfahrensweise der Jugendämter zu sprechen.

Der Fragesteller ersucht die Europäische Kommission um die Beantwortung nachstehender Fragen:

Hat das Treffen mit dem deutschen Innenminister zur Handhabung des Sorgerechts für Kinder durch deutsche Behörden stattgefunden?

Wurde bei diesem Treffen über die Diskriminierung beispielsweise polnischer geschiedener Elternteile in Bezug auf den Umgang mit ihren Kindern aus einer polnisch-deutschen Ehe gesprochen?

Welche Erklärungen gab es zu den Verstößen gegen die Brüssel II a-Verordnung durch Deutschland?

 

EN:

Parliamentary questions
5 November 2008
E-5951/08
WRITTEN QUESTION by Konrad Szymański (UEN) to the Commission

 Subject: Discrimination against Polish speakers by German authorities and courts (No 3)
 Answer(s) 

The German child welfare authorities (Jugendamt) continue to prevent contact between divorced people of foreign origin and their children. This affects not only Poles but also French nationals.

The rules in force result in blatant discrimination against parents of non-German origin.

On 15 September, in the Polish newspaper Rzeczpospolita, the Commissioner for Justice and Home Affairs, Jacques Barrot, said, ‘We have a document, the Brussels IIa Regulation, which determines that custody should be awarded to the parents taking into account the interests of the child. I know that German courts do not always follow this principle and do not comply with the provisions laid down in the EU regulation.’

Commissioner Barrot also said that he intended to meet the German Interior Minister to discuss this matter and seek explanations for the actions of the German child welfare authorities.

Has that meeting with the German Interior Minister in connection with the actions of the German child welfare authorities taken place?

If so, was the matter of discrimination against Polish divorced parents, among others, in relation to their contacts with children from Polish-German marriages raised in the course of that meeting?

What explanations were given for Germany’s violation of the Brussels IIa Regulation?

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17.04.2008

Action devant le Parlement Européen de Bruxelles

 

Au Pied du PARLEMENT EUROPEEN

 


Finalement, on l'a fait et on l'a bien fait!

EP 17 avril 2008 002 euro depu signent

 

Certains membres du Parlement nous ont soutenu, encore une fois, encore les mêmes. Et ça c'est vraiment être humain et respecter les droits des enfants.

EP 17 avril 2008 003 l'europe signe

 

Le Vice Président, Monsieur Mac Millan Scott, l'eurodéputé Polonais ont défendu nos actions et ont souhaité nous soutenir encore aujourd'hui. Sans savoir finalement si les autorités belges allaient finalement nous laisser tranquilles, nous sommes arrivés et rapidement nous avons compris que nous allions pouvoir faire cette journée en toute liberté.


A peine sur place, nous avons été accueillis par l'assistant de l'eurodéputé Madame Brepoels. Un accueil chaleureux qui nous a touchés


Ensuite est arrivé Jacques de Cap enfance, puis Patrick Garnier accompagné de Sonia et de Jessica.

EP 17 avril 2008 Patrick Garnier

Patrick n'a plus vu sa fille Florence de puis bien longtemps et Sonia ses deux enfants. Deux affaires belgo belges, deux affaires déchirantes, deux affaires qui montrent que les enfants sont victimes, en Belgique, de parents rapteurs, avec la complaisnce de la justice. Quand parent Malsain trouve agréable d'utiliser son enfant comme l'objet de guerre, de haine, de vengeance, il peut être certain que es juges, les procureurs et les acteurs du débat judiciaire regardent et laissent faire. C'est plus simple pour qui? Certainement pas pour l'enfant.

EP 17 avril 2008 sonia et Patrick

 

Des Parents comme Patrick, Jacques et Sonia, préfèrent agir intelligement, sans haine, sans excès, avec modestie, avec un énorme amour pour cette cause. Bref avec 100 fois plus d'intelligence que les parents qui ont barricadés les enfants dans les tranchées de la haine.


Merci à eux, merci à ces parents qui nous aident, qui aident cette action et donc qui ainsi tentent de protéger les futures victimes au nom de leurs propres enfants.


La plus part des eurodéputés ont été très gentils, nous avons pu récolter beaucoup de signatures. De personnalités très importantes au sein de l'Europe, et d'autres parents et grands parents qui visitaient le parlement aujourd'hui.


Petite anecdote du jour:

Un journaliste qui a refusé de signer la petition sur la Grande Place, le jour où Michel Drucker est venu, un journaliste qui avait dit « j'en ai rien à foutre de vos histoires », est venu signer la petition. Il a changé d'avis, il a changé sa position, comme quoi nos objectifs peuvent être atteints. Comme celui de « faire changer les mentalités ».


Merci à vous tous, vous les parents qui agissez, qui faites bouger et avancer ce combat et qui soutenez cette action.

EP 17 avril 2008 t shirt enfant

 

Aujourd'hui, nous avons aussi reçu pas mal de signatures sur internet. C'est aussi une belle surprise, un beau cadeau: une bonne transmission d'un message d'amour dans cette Europe qui est la nôtre.

Signez,  vous aussi: http://1777.lapetition.be/    

EP 17 avril 2008 Pascal, Sonia, jessica, Patrick

Pascal "la grimace", Sonia, Jessica et Patrick, notre équipe de choc

Merci aussi à Jacques que j'ai oublié de photographier. , pffffff

19:24 Écrit par Maeliss , chaque jour la lune a un message pour toi dans Général | Lien permanent | Commentaires (0) | Envoyer cette note | Tags : denied access, parlement europeen, maeliss, allemagne, rapt enfant |  Facebook |

14.04.2008

Melchior Wathelet Jr

Bonjour
 
Nous avons rencontré le Secrétaire d'Etat du Budget et de la famille, Melchior Wathelet.

melchior watelet

 
Etaient présents Cap enfance, Goudi, Pascal Gallez et moi même.
 
Cap Enfance et Goudi ont présenté la problématique nationale. Non respect du droit de visite et les problèmes que rencontrent particulièrement les pères dans cette justice familiale du 21eme Siècle . C'est un problème qui se rencontre rarement, mais qui se rencontre aussi, pour certaines mères.
 
Goudi a rappelé aussi  le problème des plaintes classées sans suite dans le cadre des droits de visite non respectés. Un classement que d'ailleurs notre Ministre de la justice Jo Vandeurzen a dit accepter et même soutenir.
 
Pour les problèmes binationaux, sosraptsparentaux n'a pu être présent, Pascal Gellez et moi même avons présenté nos remarques. Présentation que vous trouverez ci dessous.
 
La conclusion a été faite suite à une demande officielle du Parlement Européen. Le Parlement Européen attend depuis plus d'un an que la Belgique respecte ses engagements concernant un numéro d'urgence européen accessible aux enfants, dans tous les pays de l'Europe des 27.
 
Malheureusement la Belgique est ici, encore une fois, en retard. Le numero est le 111.000 et nous espérons que M. Melchior Wathelet Jr saura faire passer quelques messages à notre gouvernement.
 
Sabine Vander Elst
 
Presentation 'affaires internationales'
 
 

14 avril 2008


Rapt parental international


Problématique du non respect de la Convention de La Haye, et du règlement Bruxelles II bis.


Certains pays signataires de la Convention, ou soumis aujourd’hui au règlement Bruxelles II bis ne sont pas à même d’honorer leur signature, de respecter le règlement : leur droit familial national s’y oppose et n’a pas été adapté. Il semblerait que rien n’est fait, à ce jour, pour obtenir l’adaptation du droit familial national de ces pays.


De ce fait, ces pays ne respectent pas la charte des Droits de l’Homme préparée par l’UE, ni celle de l’ONU.


Voir en annexe 1 le document du CEED.

Voir en annexe 2 le projet de résolution de l’Eurodéputé Rogalski.


Non respect des délais.

Dans les dossiers de rapt parental international, qu’ils soient La Haye ou Bruxelles II bis, une solution devrait être trouvée et appliquée endéans les 6 semaines du dépôt de la plainte.


Il n’existe aucun cas, à notre connaissance, où ce délai aurait été respecté. Pour prendre le dernier exemple belge que nous connaissons (rapt du petit Solal Georis, d’abord en France, puis en Israël), une décision de retour de l’enfant en Belgique vient enfin de tomber, plus de trois ans après le kidnapping : Solal rentrerait en juin.


Non respect des décisions de justice. Les limites de la CEDH.

Une décision de justice, jusqu’au plus haut (ce qui, pour l’Europe, correspond à la CEDH de Strasbourg) sera usuellement ignorée par les états indiqués plus haut. De ce fait, un droit de visite non respecté le restera, un rapt continuera. Il n’est pas inhabituel qu’un pays condamné par la CEDH pour son attitude légère concernant un rapt, paie l’amende et… laisse le rapt perdurer (exemple : l’affaire Gorgulu, contre l’Allemagne).


L’appel à la CEDH pose problème pour les parents : ils ne peuvent faire une procédure devant elle que quand toutes les possibilités d’appel ont été épuisées dans le pays où l’enfant a disparu (nous parlons ici des cas La Haye). La lenteur des procédures fait que l’arrivée à la CEDH a lieu au bout d’une dizaine d’années…


Dans le meilleur des cas, en situation nationale et internationale, si un parent ne respecte pas la décision de justice, prévient un droit de visite, kidnappe l’enfant, un juge le notera, le déplorera et… laissera faire.


Si la justice est inefficace, en plus du fait qu’elle entraîne des coûts exorbitants pour le parent lésé, la justice privée prendra sa place.


(In)compétence des Autorités Centrales.

Elles sont inadaptées. Les compétences sont peu claires pour les parents et rien n’est fait pour les clarifier.


Dans le cas de l’ « ancienne » AC belge, tous les parents qui ont eu à collaborer avec elle en ont souffert : incompétence (dans le deuxième sens du terme) grossière, manque d’intérêt, indolence et mépris.


La nouvelle équipe essaie, pour le moins, de combler le déficit humain, mais les faiblesses du système en place sont toujours présentes : absentéisme endémique (mais il y a maintenant, c’est vrai, un service de garde) qui entraîne un manque de réactivité dans l’urgence ; inexpérience abyssale de certains employés ; courriers officiels trop souvent incompréhensibles pour leurs destinataires.


Sentiment que les autorités belges, dans le but de protéger de sacro-saintes relations économiques et diplomatiques, seraient prêtes à lâcher un cas – le vôtre, bien entendu.


Tout cela entraînera, tôt ou tard, des débordements de style « cow boy » de la part des parents lésés, qui auront le sentiment qu’on leur a dit, ou qu’on leur a fait comprendre, qu’il fallait se débrouiller tout seul.


Le Parlement Européen.

Le PE, devant certains pays qui n’appliquent pas la Convention de La Haye et/ou le règlement de Bruxelles II bis, est confronté à deux difficultés.


1 Les « pays voyous » ne changent pas leur loi.

2 Les responsables de « pays bons élèves » ferment les yeux, pour des raisons politico économiques.


Le changement de nom de l’Enfant.

Dans l’UE, c’est un phénomène particulier à l’Allemagne. L’Allemagne change le nom de l’enfant rapté, sans même prévenir le parent laissé pour compte, afin de germaniser l’enfant, sur base d’une loi datant de … 1938. La loi a été abolie en 1991 … mais est toujours d’application.


La pratique de la langue.

Dans l’UE, il s’agit, là encore, d’un phénomène particulier à l’Allemagne. Le parent étranger n’est pas autorisé à parler sa langue avec son enfant, quand (si) il a enfin l’occasion de le rencontrer (sous surveillance).


Le droit de visite / le droit de singe.

Dans certains cas, un droit de visite, dit « droit de singe » est accordé au parent lésé, dans un centre fermé, sous surveillance. Le parent victime devient parent coupable – coupable d’être étranger. La discrimination est évidente.


Les responsables de Sosraptparentaux n’ont pu se libérer pour cette réunion, et le regrettent. Mme Kouhmane aurait aimé vous demander d’appuyer sa demande à obtenir des chiffres. L’impossibilité de savoir qui a disparu où, et qui est revenu, dans quelles circonstances, nous fait imaginer qu’il s’agit d’un secret militaire. Elle aurait aussi aimé vous rappeler les problèmes liés au retour d’un enfant, le manque d’aide existante pour sa réinsertion scolaire et sociale ; elle aurait aimé vous parler de son expérience avec l’Autorité Centrale belge ; etc…

 

 

 

 

 

 

 

Ghislain Duchateau (Belge Flamand) de  http://www.Goudi.be Marie Breda (Belge), de http://www.citoyens-attentifs.be/

Robin Denison (USA), de http://www.parental-alienation-awareness.com/ Sultana Kouhmane (Bruxelles) et les membres de http://www.sosraptsparentaux.org/ MFSB (France) de http://www.mafemmesebarre.com/ Cap enfance (Bruxelles)

http://www.capenfance.be et http://www.lespapas.com. Peter Tromp (Hollande) pour www.fkce.wordpress.com

Nancy André http://users.belgacom.net/solidariteraptparental/ Figli Negati (Italie) http://www.figlinegati.it/ Karin Jaeckel, écrivain Allemand http://www.karin-jaeckel-autorin.de/ LP=LM (France) http://www.lplm.info/ Väter-Kinder-Förderverein e. V. (Allemagne) www.vaeter-kinder-stiftung.de et www.maennerbeauftragter.eu Vaeteraufbruch, (Allemagne) http://www.vafk.de/ PAS Eltern (Allemagne)  www.pas-eltern.de , Entfremdet (Allemagne) www.entfremdet.de

19:44 Écrit par Maeliss , chaque jour la lune a un message pour toi dans Général | Lien permanent | Commentaires (0) | Envoyer cette note | Tags : enlevement enfant, allemagne, rapt enfant |  Facebook |

06.03.2008

ça bougerait au parlement européen?

Quasi 21H00, je rentre du Parlement Européen. j'ai été invitée pour présenter les affaires internationales.

D'ici le 17 avril je pourrais en dire plus. De plus en plus de Euro députés sont d'accord de se pencher sur la problématique et reconnaissent que les Allemands ne font pas tout dans le sens du respect des droits de l'homme, des enfants et des conventions internationales.

Un député de plus a signé la pétition, ainsi que d'autres personnes du Parlement Européen.

j'ai reçu plusieurs bonnes nouvelles au niveau Européen. Excellente même.

Aujourd'hui, notre Vice Président du Parlement Européen, Edward Mac Millan Scott était en Angleterre pour une conférence de presse, je n'ai donc pu le voir, mais j'ai reçu par mail de son bureau le premier communiqué.

Yorkshire MEP says Jessica has inspired plans for missing children’s bureau

6 March 2008

MEP Edward McMillan-Scott told a London press conference yesterday (Thursday) that an eight-year-old tug of love victim is only in the UK because a generous peer financed her appeal - and she has now inspired plans for a 24-hour helpline for children abducted in the UK.

Jessica Ferguson was born in Scunthorpe and lived in Spain with her father Victor (58), a Benidorm nightclub owner, and her mother Stacey (30) until their relationship broke down and she was brought back to the UK by her mother.   

After a High Court ruling to send the child back to Spain last January, Mr McMillan-Scott took up the case and, after a High Court appeal which had to be financed by the MEP's friend Lord Stockton - grandson of Harold Macmillan and son of former Halifax MP Maurice Macmillan - and a regular visitor to Yorkshire - the child stayed in Britain.

Now Mr McMillan-Scott (Conservative, Yorkshire and Humber) is working with the campaign group Parents and Abducted Children Together (PACT) to establish a UK national resource centre to help - according to PACT's research - the children who, on average, go missing every five minutes in this country.

Britain’s senior MEP said: "Sadly, because of the cases of Shannon Matthews from Dewsbury and Madeleine McCann, the issue of missing children is very much in the news.  Unfortunately there are hundreds of other incidents which are not publicised. This helpline will help all children and parents to have a voice.   It should be the start of a Europe-wide network, which is desperately needed"

Only a handful of European countries have a US-style missing children bureau. PACT Chairman Lady Meyer said: "PACT believes that a UK National Resource Centre will force central government, the police and the voluntary sector to work on a united front.

Mr McMillan-Scott said: "Each case of parental child abduction is a tragedy. Some are made worse by the way they are handled by countries, courts or public agencies. We also need to look at the principles of child law across Europe. The Conservative Government brought in the Children Act in 1989. This provided for independent legal representation for children among other measures, which are nearly unknown elsewhere in the EU, let alone internationally."

21:06 Écrit par Maeliss , chaque jour la lune a un message pour toi dans Général | Lien permanent | Commentaires (0) | Envoyer cette note | Tags : edward mac millan scott, rapt enfant, maeliss |  Facebook |